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Come difendersi nella battaglia dei prezzi

Alzi la mano chi non avendo riferimenti sul prodotto da acquistare non si sia affidato all’equazione: più costoso=migliore?

Ti racconto una storia:

Una signora proprietaria di un negozio di bigiotteria indiana fece una strana scoperta.

Aveva un lotto di turchesi che aveva avuto difficoltà a vendere. La stagione turistica era al culmine, il negozio era pieno di clienti come non mai, i monili con i turchesi erano di buona qualità per il prezzo richiesto, eppure non si vendevano. La signora aveva tentato uno dei soliti trucchi, mettendo in evidenza i turchesi nella vetrina e dando ordine ai commessi di richiamare l’attenzione su quegli articoli, ma nemmeno questo era servito.

Alla fine la sera prima di partire per un giro di acquisti, ormai esasperata, scarabocchiò un biglietto per la direttrice del negozio: “questo plateau: tutti i pezzi per 1/2” sperando di sbarazzarsi degli articoli che non sopportava più di vedere, anche a costo di rimetterci. Quando tornò, dopo qualche giorno, non si stupì che fossero stati venduti fino all’ultimo. Quello che la lasciò sbalordita fu scoprire che l’impiegata aveva capito male il suo appunto scritto in fretta e furia, leggendo “x 2” invece di “x 1/2”: tutto il lotto era stato venduto al doppio dell’originale!

I clienti, per lo più turisti benestanti che non si intendevano molto di turchesi e di bigiotteria indiana usavano un principio standardizzato – uno stereotipo – per orientarsi negli acquisti: “costoso=buono”. e così, siccome volevano articoli “buoni”, vedevano decisamente più preziosi i monili coi turchesi, quando in realtà non erano cresciuti in nient’altro che nel prezzo. Il prezzo da solo era diventato un segnale di qualità, sufficiente a mettere in moto la risposta programmata, ed era bastato un vistoso aumento del prezzo a causare un aumento altrettanto vistoso delle vendite fra i clienti affamati di qualità. (cit. Cialdini)

Ora, a discolpa dei turisti possiamo dire, sicuramente, che non essendo esperti di turchesi hanno utilizzato una scorciatoia, che in molti altri momenti della loro vita aveva funzionato. Pago tanto=ottengo un ottimo prodotto, però, in questo caso la regola è venuta a mancare, e non avendo un bagaglio di conoscenza a cui attingere, la mente ha risposto a questo input in maniera automatica.

Certo la strada più lunga e corretta sarebbe stata quella di acquisire maggiori conoscenze possibili sui turchesi. Solo dopo decidere per un acquisto. Ma in vacanza ed in un acquisto non programmato ecco che subentra la scorciatoia mentale “costoso=buono”.

Questo per farti capire che il cervello dell’uomo risponde a schemi mentali ben precisi, quando vengono attivati da alcuni input. C’è chi conosce bene questi input e chi li utilizza a proprio vantaggio. Ed a noi non rimane che, la maggior parte dei casi, ubbidire anche se non vorremmo.

Naturalmente oltre che metterti in guardia da acquisti sbagliati, volevo richiamare la tua attenzione sul fatto che in realtà l’acquisto può aspettare e tu puoi prenderti un po’ di tempo in più per informarti, che non guasta, cercando magari più informazioni possibili su quel prodotto o venditore.

Ma se proprio non hai punti di riferimento che ti possono aiutare non preferiresti fare acquisti o utilizzare i servizi di qualcuno che sai proprio che non mente e non ti vuole ingannare?

Riconoscere prima di tutto il valore della persona che hai davanti, che sia un imprenditore, un commercialista o un artigiano, ti sembrerà la cosa più importante.

Una persona di valori solidi non tradirà la tua fiducia.

E solo dopo, che avrà acquisito la tua fiducia, verrà naturale acquistare o richiedere una prestazione a questa persona.
L’equazione costoso=buono, in questo caso, non ti verrà nemmeno in mente. Ma verrà sostituita dall’equazione fiducia=acquisto. Con buona pace delle scorciatoie mentali!

E così funziona Quietica: un’associazione che ti invita e ti guida ad avere una visione rovesciata: prima le persone poi le decisioni di acquisto.

Insieme possiamo combattere le tecniche di persuasione fraudolente anche attraverso un marketing più etico.

#visionequietica #upsidedownview #quieticapensiero

mani che sostiene un paio di occhiali turchesi rivolti verso il mare, metafora di guardare il modo attraverso le lenti di QuiEtica
prima di acquistare, informatevi e capite cosa volte.